Autorizzazione unica: quando è obbligatoria e come funziona
L'Autorizzazione Unica, disciplinata dal D.Lgs. 387/2003 e dal D.Lgs. 28/2011, è richiesta per gli impianti che superano le soglie di potenza fissate dal decreto ministeriale vigente e per quelli su terreni non edificati in zone non già classificate come aree industriali. L'iter coinvolge la Conferenza dei Servizi, che riunisce tutti gli enti interessati: Comune, Regione, Soprintendenza, Gestore della rete, Autorità ambientale.
Il procedimento ha un termine massimo di 90 giorni, prorogabile in presenza di valutazione di impatto ambientale (VIA), che può portare i tempi complessivi a diversi mesi. Per impianti su terreni agricoli o in aree a valenza paesaggistica, la VIA è quasi sempre richiesta e aggiunge una fase istruttoria separata.
Per le PMI che intendono installare su terreno industriale di proprietà, la scelta del percorso autorizzativo giusto incide direttamente sul cronoprogramma dell'investimento. Il Nuovo Sportello per l'Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI (MIMIT) ha stanziato 320 milioni di euro per questa misura, a dimostrazione della rilevanza strategica del segmento: chi arriva preparato con le pratiche in ordine accede più rapidamente alle agevolazioni.