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Ritiro Dedicato GSE 2026: come funziona la vendita del surplus fotovoltaico

Dallo Scambio sul Posto chiuso nel 2025 al Ritiro Dedicato: questa guida spiega il meccanismo, i prezzi riconosciuti e i passi per aderire con il GSE.

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Pubblicato 11 min di lettura

In breve

  1. Dal 29 maggio 2025 i nuovi impianti fotovoltaici non possono più aderire allo Scambio sul Posto e accedono al Ritiro Dedicato GSE.
  2. Il Prezzo Minimo Garantito 2026 è fissato a 4,75 centesimi di euro per kWh per impianti fino a 100 kW.
  3. La detrazione IRPEF del 50% per la prima casa (Legge di Bilancio 2026) si applica alla spesa di installazione e si cumula con i ricavi del Ritiro Dedicato.
  4. Secondo il nostro calcolo, un impianto da 3 kWp senza batteria con falda a sud a Milano rientra in circa 9,7 anni prima della detrazione (6,5 con la detrazione del 50 %), con variazioni legate a tetto, consumo e incentivi ottenuti.

Perché lo Scambio sul Posto non è più disponibile

Fino al 29 maggio 2025, chi allacciava un nuovo impianto fotovoltaico poteva scegliere lo Scambio sul Posto: un meccanismo che compensava virtualmente l'energia immessa in rete con quella prelevata in un momento diverso. Quella data ha segnato la chiusura dello SSP alle nuove installazioni, in attuazione della delibera ARERA 78/2025.

Chi ha allacciato l'impianto entro quella scadenza mantiene il contratto SSP fino alla sua naturale scadenza, dopodiché il GSE trasferisce automaticamente il rapporto al Ritiro Dedicato. Per tutti i nuovi impianti allacciati dopo il 29 maggio 2025, il ritiro dedicato GSE fotovoltaico è l'unico strumento disponibile per valorizzare l'energia ceduta alla rete.

La differenza è sostanziale: lo SSP era una compensazione in kilowattora, il Ritiro Dedicato è una vendita vera e propria. L'energia in eccesso viene acquistata dal GSE a un prezzo monetario, e il ricavato si somma al risparmio in bolletta ottenuto dall'autoconsumo diretto.

Scambio sul Posto e Ritiro Dedicato: differenze principali

Confronto tra i due meccanismi per la gestione dell'energia immessa in rete

CaratteristicaScambio sul PostoRitiro Dedicato
Disponibile per nuovi impianti dal 2025Non inclusoIncluso
Gestito dal GSEInclusoIncluso
Compensazione virtuale energiaInclusoNon incluso
Vendita effettiva dell'energia in eccessoNon inclusoIncluso
Durata massima convenzione15 anniAnnuale rinnovabile
Prezzo Minimo Garantito applicabileNon inclusoIncluso

Come funziona il Ritiro Dedicato con il GSE

Nel ritiro dedicato GSE fotovoltaico, il GSE acquista tutta l'energia netta immessa in rete dall'impianto. Il corrispettivo applicato dipende dalla taglia dell'impianto e dal volume annuo prodotto. Secondo i dati GSE sulla regolazione economica del servizio (2026), per impianti fino a 100 kW il meccanismo prevede un Prezzo Minimo Garantito (PMG) pari a 4,75 centesimi di euro per kWh, applicato fino a una soglia annua di 1.500.000 kWh di energia ritirata.

Quando il prezzo zonale orario medio supera il PMG, il GSE riconosce il prezzo di mercato effettivo al posto del minimo garantito. Nel primo trimestre 2026 questo valore si è attestato a 12,8 centesimi di euro per kWh, contro gli 11,5 centesimi per kWh del 2025, sempre secondo il GSE. In periodi di prezzi elevati il ricavo può essere sensibilmente superiore al PMG.

Il proprietario dell'impianto non deve vendere l'energia al mercato da solo: è il GSE a fare da controparte unica, semplificando la gestione burocratica. Il pagamento avviene su base mensile, con conguaglio annuale.

Il prezzo riconosciuto dal GSE è salito

Prezzo zonale orario medio riconosciuto nel Ritiro Dedicato (centesimi/kWh)

Il prezzo riconosciuto dal GSE è salito
Anno 202511,5 centesimi
Primo trimestre 202612,8 centesimi

Quanto puoi guadagnare sul surplus: i numeri chiave

Il beneficio di un impianto domestico deriva da due fonti: la riduzione della bolletta grazie all'autoconsumo diretto e i ricavi dalla cessione del surplus al GSE tramite Ritiro Dedicato. Mettendo insieme le due voci, secondo il nostro calcolo per una famiglia che consuma 2.700 kWh l'anno un impianto da 3 kWp senza batteria vale circa 410–630 € l'anno (il valore dipende da consumo, irraggiamento e quota di autoconsumo).

L'entità del guadagno sul surplus dipende principalmente da quanta energia viene immessa in rete rispetto a quella autoconsumata. Chi consuma molta energia durante le ore solari massimizza l'autoconsumo e riduce il surplus; chi è fuori casa di giorno immetterà più energia e riceverà più ricavi dal ritiro dedicato GSE fotovoltaico. Nessuno dei due scenari è preferibile in assoluto: dipende dal profilo di consumo reale.

Secondo il nostro calcolo, un impianto da 3 kWp senza batteria con falda a sud a Milano rientra in circa 9,7 anni prima della detrazione e in circa 6,5 anni con la detrazione del 50 % sulla prima casa, al prezzo mediano pubblicato di 5.490 €, ma il tempo varia in base a dimensione dell'impianto, orientamento del tetto, consumo annuo e incentivi ottenuti. Valutare il payback con dati reali del proprio caso specifico è più utile di qualsiasi media generale.

Come fare domanda al GSE: i passi principali

L'accesso al Ritiro Dedicato parte dalla connessione dell'impianto alla rete del distributore locale (ENEL Distribuzione o altra impresa di distribuzione). Una volta ottenuto il punto di connessione e il contatore bidirezionale, l'installatore o il titolare presenta la richiesta al GSE attraverso il portale online dedicato, allegando i dati tecnici dell'impianto e i documenti di connessione.

Il GSE verifica i requisiti, stipula un contratto di ritiro e comunica le modalità di rendicontazione mensile dell'energia immessa. È importante che la potenza dell'impianto sia correttamente dichiarata: il PMG si applica a impianti fino a 100 kW, limite indicato nella regolazione economica del servizio GSE (2026). Impianti di taglia maggiore seguono regole di mercato differenti.

Per non incorrere in ritardi, è utile raccogliere in anticipo tutta la documentazione tecnica: progetto elettrico, dichiarazione di conformità dell'installatore, comunicazione al Comune e, dove richiesta, autorizzazione edilizia. Un installatore con esperienza nel rapporto con il GSE può seguire la pratica dall'inizio alla fine, riducendo i tempi di attivazione.

Incentivi fiscali che si sommano al Ritiro Dedicato

Il Ritiro Dedicato riguarda i ricavi sul surplus, ma l'investimento iniziale beneficia anche di detrazioni fiscali. Per la prima casa, la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) riconosce una detrazione IRPEF del 50% sulla spesa sostenuta, fino a un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare; per le seconde case e gli altri immobili l'aliquota scende al 36%, sempre fino allo stesso tetto. Le detrazioni dipendono dai requisiti del richiedente. Per il dettaglio sugli altri strumenti di sostegno, consulta la pagina dedicata agli incentivi fotovoltaico 2026.

All'installazione si applica anche l'IVA agevolata al 10% sugli impianti residenziali, secondo la circolare dell'Agenzia delle Entrate 36/E del 2013. Questo riduce il costo lordo già al momento dell'acquisto, senza attendere il recupero fiscale pluriennale.

Chi aveva un ISEE basso poteva cumulare il ritiro dedicato con il Reddito Energetico Nazionale, il contributo GSE a fondo perduto per impianti da 2 a 6 kWp, ma i bandi 2024 e 2025 sono esauriti e un nuovo bando non è ancora stato pubblicato. Per gli incentivi attivi, il rimando è alla pagina hub sugli incentivi, dove sono spiegati anche i bandi regionali.

La detrazione fiscale varia in base all'immobile

Aliquota di detrazione IRPEF sull'impianto fotovoltaico (%)

La detrazione fiscale varia in base all'immobile
Seconda casa36 %
Prima casa50 %

Batteria di accumulo: quando cambia il calcolo

Una batteria di accumulo modifica la quota di energia autoconsumata e, di riflesso, la quantità di surplus ceduta al GSE. Se il profilo di consumo della famiglia è concentrato nelle ore serali o notturne, le batterie di accumulo per fotovoltaico permettono di spostare l'energia prodotta di giorno verso quelle fasce, riducendo l'energia immessa in rete e aumentando l'autoconsumo.

In questo scenario il ricavo da Ritiro Dedicato si riduce, ma il risparmio in bolletta aumenta: nella maggior parte dei casi residenziali il risparmio diretto vale più del corrispettivo GSE sul surplus, perché il prezzo dell'energia prelevata dalla rete è strutturalmente più alto del PMG. La batteria conviene soprattutto quando il consumo serale è alto e i prezzi dell'energia rimangono elevati.

Quando invece l'impianto è già ben dimensionato rispetto al consumo e buona parte dell'energia è già autoconsumata, il vantaggio aggiuntivo della batteria si assottiglia. Per valutare se il fotovoltaico con accumulatore migliora i conti nel tuo caso, approfondisci su fotovoltaico con accumulo.

50 %Detrazione fiscale impianto fotovoltaico - prima casa (2026)Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025)
36 %Detrazione fiscale - seconde case e altri immobili (2026)Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025)

Ritiro Dedicato GSE: vantaggi e limiti concreti

Vantaggi e svantaggi, in breve.

Vantaggi

  • Controparte unicail GSE acquista il surplus direttamente. Il proprietario non deve trattare sul mercato libero.
  • Prezzo minimo garantitoil PMG è fissato a 4,75 centesimi di euro per kWh. Questo assicura un ricavo anche quando i prezzi di mercato scendono.
  • Cumulo con le detrazionii ricavi dal Ritiro Dedicato non tolgono il diritto alla detrazione IRPEF del 50% sulla prima casa né all'IVA al 10%.

Svantaggi

  • Corrispettivo sotto il prezzo al dettaglioil PMG è più basso del costo dell'energia prelevata dalla rete. Massimizzare l'autoconsumo resta la priorità.
  • Nessuna compensazione virtualea differenza dello SSP, l'energia immessa non copre i kWh prelevati in fasce diverse. Chi consuma di notte senza batteria è penalizzato.
  • Pratiche burocratiche inizialila domanda al GSE richiede documenti tecnici completi. I tempi di attivazione dipendono dal distributore locale.
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Cosa verificare prima di aderire al Ritiro Dedicato GSE

  1. Contatore bidirezionale: controlla che il tuo distributore locale lo abbia installato. Senza di esso, l'energia immessa in rete non può essere misurata.
  2. Potenza nominale: verifica che l'impianto non superi i 100 kW. Sotto questa soglia si applica il Prezzo Minimo Garantito del Ritiro Dedicato.
  3. Documenti tecnici: raccogli il progetto elettrico, la dichiarazione di conformità e la comunicazione al Comune (o l'autorizzazione edilizia, se richiesta).
  4. Contratto SSP attivo: se è ancora in corso, chiedi al GSE la data di scadenza. In questo modo puoi pianificare il passaggio al Ritiro Dedicato senza sovrapposizioni.
  5. Detrazioni fiscali: verifica l'aliquota che ti spetta, 50% per la prima casa o 36% per altri immobili (2026), fino a un tetto di 96.000 € per unità. Conserva tutte le fatture per la dichiarazione dei redditi. L'accesso alle detrazioni dipende dai requisiti del richiedente.

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Termini chiave del Ritiro Dedicato GSE

Ritiro Dedicato
Meccanismo gestito dal GSE. Il gestore acquista l'energia fotovoltaica in eccesso immessa in rete e riconosce al titolare un pagamento mensile.
Prezzo Minimo Garantito (PMG)
Soglia minima di pagamento per ogni kWh ritirato dal GSE. Si applica agli impianti entro i limiti fissati dalla normativa. Quando il prezzo di mercato sale sopra il PMG, il GSE usa il prezzo di mercato al posto del minimo.
Scambio sul Posto (SSP)
Vecchio sistema di compensazione tra energia immessa e prelevata. È chiuso alle nuove installazioni dal 29 maggio 2025, per effetto della delibera ARERA 78/2025.
Prezzo zonale orario
Prezzo dell'energia sul mercato all'ingrosso. Cambia in base alla zona geografica e all'ora del giorno. Quando supera il PMG, il GSE lo riconosce al posto del minimo.

Domande frequenti

Risposte alle domande più comuni.

Lo Scambio sul Posto è ancora disponibile per i nuovi impianti?

No. Lo Scambio sul Posto è chiuso alle nuove installazioni dal 29 maggio 2025, in base alla delibera ARERA 78/2025. Chi ha allacciato l'impianto entro quella data mantiene il contratto esistente fino alla scadenza, poi passa automaticamente al Ritiro Dedicato. Per tutti i nuovi impianti vale solo il Ritiro Dedicato GSE.

Qual è il prezzo minimo garantito del Ritiro Dedicato nel 2026?

Il Prezzo Minimo Garantito per impianti a fonte rinnovabile è fissato a 4,75 centesimi di euro per kWh, secondo la regolazione economica GSE del 2026. Quando il prezzo zonale orario supera questo minimo, il GSE riconosce il prezzo di mercato effettivo, che nel primo trimestre 2026 ha raggiunto 12,8 centesimi di euro per kWh.

Chi deve fare domanda al GSE per il Ritiro Dedicato?

La domanda viene presentata dal titolare dell'impianto, spesso con il supporto dell'installatore, attraverso il portale GSE. È necessario aver già ottenuto la connessione alla rete e il contatore bidirezionale. L'installatore raccoglie la documentazione tecnica e segue la pratica fino alla stipula del contratto di ritiro.

Il Ritiro Dedicato si può combinare con la detrazione fiscale del 50%?

Sì. La detrazione IRPEF del 50% per la prima casa (Legge di Bilancio 2026) riguarda la spesa di installazione e non interferisce con il meccanismo di vendita del surplus. I due strumenti operano su piani diversi: uno riduce il costo iniziale, l'altro valorizza l'energia in eccesso nel tempo.

Cosa succede agli impianti esistenti con lo Scambio sul Posto?

Gli impianti già in SSP continuano a operare con quel meccanismo fino alla scadenza del contratto in corso. Al termine, il GSE li trasferisce automaticamente al Ritiro Dedicato. Non è necessaria una domanda separata per il passaggio, ma è utile verificare con il GSE le tempistiche del proprio contratto.

Conviene installare una batteria per aumentare i ricavi dal Ritiro Dedicato?

Non direttamente: la batteria riduce l'energia immessa e quindi i ricavi dal GSE, ma aumenta l'autoconsumo. Poiché il prezzo dell'energia prelevata dalla rete è in genere più alto del corrispettivo GSE sul surplus, la batteria migliora il beneficio complessivo soprattutto per chi consuma molto nelle ore serali.