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Un impianto da 3 kWp vale in genere circa 600 € all'anno, uno da 6 kWp circa 1.200 €: la somma della minore spesa in bolletta per l'energia che autoconsumi e dei ricavi della vendita al GSE dell'energia immessa in rete. Calcolato con dati GSE e prezzo ARERA, I trimestre 2026.
Come abbiamo calcolato
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Ricevi preventiviRisposte alle domande più comuni.
Dipende dal tuo profilo di consumo. Se sei fuori casa di giorno e usi l'energia soprattutto la sera, la batteria aumenta la quota di autoconsumo in modo significativo. Se invece consumi molto nelle ore solari, il vantaggio aggiuntivo è minore e il payback si allunga. Un preventivo su misura con le assunzioni dichiarate è il modo più affidabile per valutarlo.
Un impianto residenziale da 3-6 kWp costa indicativamente tra 6.000 e 14.000 € secondo Altroconsumo, a cui si aggiunge il costo dell'accumulatore. Il totale varia in base alla capacità della batteria, alla marca dei componenti e alle caratteristiche del tetto. L'IVA agevolata al 10% si applica agli impianti residenziali.
Sì. L'impianto accede alla detrazione IRPEF per il recupero edilizio: 50% sulla prima casa, 36% su seconde case e altri immobili, con un tetto di spesa detraibile di 96.000 € per unità immobiliare. La detrazione si recupera in dieci rate annuali. I requisiti dipendono dalla tua situazione fiscale: verifica con il tuo consulente.
È un contributo a fondo perduto del GSE per impianti da 2-6 kWp destinato a famiglie con ISEE inferiore a 15.000 €, o inferiore a 30.000 € con almeno quattro figli a carico. L'importo previsto è di 2.000 € fissi più 1.500 € per ogni kWp installato, fino a un massimo di 11.000 €. Verifica la disponibilità del bando sul portale GSE.
Per la maggior parte delle abitazioni è sufficiente una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata). In zona paesaggistica vincolata, su edifici di interesse storico o in alcuni centri storici può essere necessario un titolo abilitativo più complesso o il parere della Soprintendenza. Il tuo installatore deve verificare il regime edilizio del tuo Comune prima di iniziare i lavori.
L'energia prodotta e non autoconsumata viene ceduta alla rete e remunerata dal GSE tramite il meccanismo del ritiro dedicato, che genera un ricavo annuo aggiuntivo. Sommato alla riduzione della spesa in bolletta, il beneficio annuo stimato per un impianto residenziale da 3-6 kWp è di circa 600–1.200 € l'anno, con le assunzioni di consumo e irraggiamento dichiarate nel preventivo.
Un impianto da 3-6 kWp può ridurre la spesa energetica di circa 600–1.200 € l'anno tra autoconsumo e ritiro dedicato: aggiungere un accumulatore significa trattenere in casa l'energia prodotta di giorno per usarla la sera, aumentando la quota di autoconsumo e riducendo ulteriormente quanto compri dalla rete.
La scelta giusta dipende dal tuo profilo di consumo, dall'orientamento del tetto e dalla dimensione dell'impianto. Questa pagina ti aiuta a capire cosa conta davvero, così arrivi al preventivo sapendo già quali domande fare.
Di seguito trovi un confronto delle caratteristiche di ogni tipo.
L'impianto produce energia durante le ore di sole; ciò che non consumi subito viene ceduto al GSE tramite ritiro dedicato, generando un ricavo aggiuntivo in bolletta. Adatto a chi è in casa di giorno o ha consumi concentrati nelle ore solari.
La batteria immagazzina l'energia prodotta in eccesso durante il giorno e la rende disponibile la sera. Aumenta la quota di autoconsumo e riduce la dipendenza dalla rete, con un beneficio annuo che dipende dal tuo profilo d'uso reale.
Combina fotovoltaico, accumulatore e wallbox per caricare l'auto di notte con energia solare prodotta di giorno. La sinergia tra le tre componenti massimizza l'autoconsumo, ma richiede una valutazione attenta dei carichi e della potenza del contatore.
Prima di valutare le offerte che ricevi, definisci il tuo punto di partenza: quanta energia consumi di sera e nei weekend, se il tetto è libero da ombre nelle ore centrali, e se l'orientamento è a sud o sud-ovest.
Verifica che ogni installatore sia certificato secondo la norma CEI applicabile e abbia esperienza specifica con sistemi di accumulo, non solo con il fotovoltaico base. Chiedi quante installazioni analoghe ha completato nella tua zona: un professionista locale conosce i vincoli edilizi del tuo Comune.
Il preventivo deve indicare la marca e il modello di pannelli, inverter e batteria, le garanzie di prodotto separate da quelle sull'installazione, e un'ipotesi di producibilità annua con le assunzioni dichiarate (irraggiamento, autoconsumo atteso). Se manca uno di questi elementi, l'offerta non è comparabile.
Compila un solo modulo con la tua zona e le tue esigenze: installatori locali qualificati ti contattano con proposte concrete per il tuo caso specifico. Ricevi più offerte sullo stesso impianto, confronti costi, garanzie e tempi di installazione, e scegli senza fretta.
Il servizio è gratuito e senza obbligo di acquisto. Nessun impegno finché non firmi tu.
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Un impianto residenziale da 3-6 kWp costa indicativamente tra 6.000 e 14.000 € secondo Altroconsumo. Ogni kilowatt di picco in più aggiunge superficie di pannelli, un inverter più grande e più ore di lavoro. Dimensionare correttamente l'impianto rispetto ai tuoi consumi reali evita di pagare potenza che non utilizzi.
L'accumulatore incide in modo rilevante sul preventivo totale: la capacità in kWh, la chimica della cella (litio ferro-fosfato o NMC) e il numero di cicli garantiti variano da fornitore a fornitore. Chiedi sempre la garanzia specifica sulla batteria separata da quella dei pannelli, perché la vita utile delle due componenti differisce.
Orientamento, inclinazione, tipo di copertura e presenza di ombre influenzano sia la producibilità stimata sia il costo di installazione. Un tetto piano richiede strutture di supporto aggiuntive; una copertura in eternit impone una bonifica prima di procedere. L'età del tetto è rilevante: se necessita di rifacimento, è utile coordinare i lavori per non smontare i pannelli dopo pochi anni.
L'IVA agevolata al 10% su impianti residenziali riduce già il costo lordo. La detrazione fiscale del 50% sulla prima casa (36% per altri immobili) si recupera in dieci anni sull'IRPEF, con un tetto di spesa detraibile di 96.000 € per unità immobiliare. Chi rientra nei requisiti ISEE può accedere al Reddito Energetico Nazionale e ridurre ulteriormente l'esborso iniziale.
Voce | Valore |
|---|---|
Tetto massimo di spesa detraibile per unità immobiliare | 96.000 € |
Costo impianto residenziale (3-6 kWp) | |
Reddito Energetico Nazionale: contributo GSE (impianti 2-6 kWp, ISEE ≤ 15.000 €) | 2.000 € fisso + 1.500 €/kWp installato (2 kWp ≈ 5.000 €, max 11.000 €); ISEE < 15.000 €, o < 30.000 € con almeno 4 figli a carico |
Detrazione fiscale impianto fotovoltaico - prima casa (2026) | 50 % |
Tempo di rientro investimento (payback) stimato | 6–10 anni |
Garanzia di prodotto tipica dei pannelli | 10–25 anni |
Fatti verificati al 2026-06-30.
Una volta scelto l'installatore e firmato il contratto, il professionista presenta la pratica al Comune di competenza: per molti impianti residenziali si tratta di una Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), ma in zona vincolata o su edificio di interesse storico può essere necessario un titolo abilitativo specifico o il parere della Soprintendenza.
Approvata la pratica, l'installatore ordina i materiali e pianifica la messa in opera, che richiede in genere uno o due giorni lavorativi per un impianto residenziale standard con batteria. Al termine viene redatto il certificato di conformità dell'impianto elettrico (DICO o equivalente regionale).
L'ultimo passo è la connessione alla rete: il gestore di distribuzione locale (tipicamente E-Distribuzione o altro DSO) verifica l'impianto e attiva lo scambio sul posto o il ritiro dedicato con il GSE. I tempi di attivazione variano per zona; considerane almeno qualche settimana nella pianificazione.
Prezzi e tariffe verificati il 30 giugno 2026
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